“Suite” significa successione: Bach nelle sue Suite per violoncello solo stilizzò forme di danza eterogenee nate e sviluppatesi nel corso di molti anni e in aree geografiche molto diverse, e le accostò, appunto, in successione.

Da questo concetto di eterogeneità germina la “Suite al cubo” dove l’idea stessa di una successione di brani diversi viene moltiplicata per se stessa, e la diversità fra i brani di cui è composta è estremizzata: ne deriva un corpo musicale organico che ruota attorno a un centro tonale comune, caratterizzato da una grande varietà di generi e stili ma che mantiene la stessa struttura drammaturgica delle suite di Bach, per le caratteristiche e il ruolo che le singole danze hanno al suo interno.


Johann Sebastian Bach: Suite per violoncello solo n.3 in do maggiore BWV 1009
(Preludio – Allemanda – Corrente – Sarabanda – Bourrée I e II – Giga)


“Preludio” – Johann Sebastian Bach: Preludio, dalla Suite n. 6 in Re maggiore

“Allemanda” – Paul Hindemith: Mäßig schnell, 2° movimento della Sonata per violoncello Op. 25

“Corrente” – György Ligeti: Capriccio, dalla Sonata per violoncello solo

“Sarabanda” – Johann Sebastian Bach: Sarabanda, dalla Suite n. 2 in Re minore

“Gavotte I e II” – Giovanni Sollima: Alone

“Giga” – Gaspar Cassadò:  Intermezzo e Danza finale, dalla Suite per violoncello solo (dedicata a Pablo Casals)

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