Il programma ruota attorno alla complessa situazione musicale della Vienna di inizio Ottocento, capitale musicale europea, in un ventennio di grande fermento culturale che vede nel Congresso di Vienna (1814/1815) lo spartiacque tra le idee dell’Illuminismo e quelle della Restaurazione. Cambia radicalmente il ruolo sociale della musica che non viene più usata come stimolo alla consapevolezza e alla conoscenza ma diventa un narcotico per mascherare l’angusta realtà della società post-napoleonica e post-illuministica.

Queste circostanze storiche caratterizzano profondamente le poetiche dei maggiori compositori dell’epoca: Beethoven, Schubert e Rossini orbitarono a Vienna proprio in quegli anni, influenzandosi a vicenda.


Violoncello e pianoforte:

Franz Schubert: Sonata in La minore D821 “Arpeggione”

Gioachino Rossini: Une Larme per violoncello e pianoforte – dal libro IX dei “Peccati di Vecchiaia”
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Ludwig van Beethoven:  Sonata per violoncello e pianoforte in Re Maggiore, Op. 102 n. 2 

 

Violoncello e archi:

Franz Schubert: Sonata in La minore “Arpeggione” D821 (trascrizione per violoncello e archi di Vladimir Mendelssohn)

Gioachino Rossini: Une Larme per violoncello e pianoforte – dal libro IX dei “Peccati di Vecchiaia” (trascrizione per violoncello e archi  di Eliodoro Sollima)
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Gioachino Rossini: Sonata a quattro n. 3 in Do maggiore

Ludwig van Beethoven: Quartetto per archi n. 11 “Serioso” in Fa minore, Op. 95 (trascrizione per orchestra d’archi di Gustav Mahler)

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